« VIA ROMANA AGLI DEI»

Il richiamo dei Padri -

La Via Romana agli Dei -nota anche come Cultum Romanum Deorum- è una forma di Paganesimo Tradizionale (o Gentile) che riprende i tutto e per tutto la religione Pagana Romana.
Essa, in quanto religione Gentile, si discosta totalmente da quello che sono le religioni neopagane (come ad esempio la Wicca), poiché essa prende solo ed esclusivamente in considerazione quello che sono i testi antichi giunti fino a noi, senza darvi alcun tipo di interpretazione, ma prendendoli alla lettera.
Essa ha il suo fulcro all’ interno di quella che si definisce Pax Deorum e la Mos Maiorum, senza questi in primis non vi è religiosità Romana.

 

Storia: Dopo l’ approvazione delle leggi contro ogni forma di paganesimo all’ interno dell’ Impero Romano (Leggi di Teodosio IVsec.) vi è la caduta di questa religione, la quale rimase ad opinione di alcuni celata in alcune famiglie che mantennero una continuità, all’ opinione di altri morta. Ad ogni modo a stadi la religione Romana
riappare nella storia per poi tornare a nascondersi nuovamente, addirittura taluni ambienti Italiani parlano delle tre R: Romanità, Rinascimento, Risorgimento.
Il primo concreto ed ufficiale tentativo di rinascita fu durante la prima
metà del ‘400, con la fondazione dell’ Accademia Romana di Pomponio Leto, checelebrava la sua festa lo stesso giorno del Natale di Roma (21 Aprile). Leto stesso riuscì addirittura a fondare il Pontificato Massimo Pagano, di cui egli stesso ne era anche detentore. L’ Accademia venne poi ciolta da Papa Paolo II nel 1468, i suoi membri perseguitati e incarcerati. Un secondo tentativo avvenne tra l’ 800 e il 900, dove l’ archeologo Giacomo Boni propose l’ inserimento di rituali Pagano-Romani all’ interno dello Stato Italiano. Il culmine di “ufficializzazione” si ottenne con la consegna di un fascio consacrato a Mussolini, e una rappresentazione sacra in pubblico della tragedia Rumon di Roggero Musmeci Ferrari Bravo.
Il primo vero e proprio manifesto pagano Romano-Italico avvenne nel 1914 ad opera dell’ esoterista Arturo Reghini con il titolo di “Imperialismo Pagano”.
L’ autore poi scrisse per varie riviste esoteriche sostenendo che il fascismo sarebbe stato lo strumento tramite il quale si sarebbe potuto raggiungere il ritorno del paganesimo (quello che lui chiamava Imperialismo Pagano). Nel 1927 si ha l’ incontro tra Arturo Reghini e il giovane filosofo Julius Evola. Evola poi scrisse numerosi articoli e manifesti per evitare che venissero sottoscritti gli accordi tra lo Stato Italiano e il Vaticano. Nel 1929 appare un personaggio che, con lo pseudonimo di Ekatlos, sostenne che la vittoria nella prima guerra mondiale e l’ avvento del fascismo erano stati propiziati da rituali Romano-Etruschi.
Il mantenimento della religiosità Romana, fino alla fine del fascismo, avvenne per mano quasi esclusiva di Julius Evola. Dopo la caduta del fascismo la Religiosità Romana rimase in attività per merito di varie associazioni, che si sono susseguite l’ una dopo l’ altra.
Attualmente vi sono numerosissime associazioni, ma parzialmente differenti per ideologia riguardo cosa debba essere la Romanità oggi, e cosa sia stata nei due secoli che ci hanno preceduto, le principali sono: Associazione Tradizionale Pietas, Gentilitas-Spiritualità Italica, Movimento Tradizionale Romano (MTR), Societas Hesperia,Accademia Romana di Studi Italici. Da sottolineare fu l’ evento avvenuto il 31 Gennaio del 2010 dove nella Capitale l’associazione Pietas è riuscita a
fondate il Templum Minervae, sede religiosa e culturale, aperta a tutti. Negli ultimi anni si sta sempre più creando una spaccatura (portata soprattutto dai membri più giovani della Via Romana), sulla questione ideologia e storica della Romanità. Gli uni considerano i movimenti legati al fascismo, e i testi scritti dopo le leggi di Teodosio, come testi validi e da prendere in considerazione, oltre ad un legame molto stretto tra politica e Romanità (molti di questi tendono ad essere di estrema destra, e taluni inneggiano spesso al fascismo). I gruppi più giovani al contrario vogliono l’ eliminazione totale del legame Romanità-Politica, considerano opinione personale la questione politica (eliminano pertanto l’ assioma “Romano=fascista” e “non fascista=non Romano”), e considerano qualsiasi testo non antico come un testo influenzato dal cristianesimo, e pertanto non possibile da prendere in
considerazione quale testo religioso o filosofico (compresi i testi dei vari Arturo Reghini, Julius Evola, ecc.). Io personalmente sono vicino a questa seconda branca.

 

Il Culto: L’attività religiosa nella Via Romana si divide in
Culto Pubblico e Culto Privato.
Il Culto Pubblico attualmente è purtroppo inapplicabile, in quanto non vi è uno stato che riconosce la Religio Romana, e pertanto non può essere eseguito. Dovrebbe consistere nella presenza di Sacerdoti che compiono i rituali per conto dello Stato, e per farlo devono però essere ufficializzati. Motivo per il quale noi spingiamo molto per ottenere un’ ufficializzazione dallo Stato Italiano. Attualmente si cerca di risolvere il problema istituendo associazioni o gruppi, che si ritrovano e compiono i rituali per quella determinata comunità. Il Culto Privato è quella parte di attività religiosa che viene eseguita all’ interno delle mura domestiche.
Esso segue la regola di <ognuno è sacerdote di se stesso>, questa regola vale fintanto che non vi è un nucleo familiare, quando questo viene a formarsi vi è un membro che assume il nome di Pater Familias, il quale compie il rituale per conto della comunità, alla presenza della comunità stessa. Per essere Pater Familias si deve aver già indossato la Toga Virile (essere divenuti maggiorenni), ed essere il maschio più anziano. Ma trovo che nel MMDCCLXIV a.V.c (2011 e.v.) si possano anche tralasciare queste differenze sessuali. Ad ogni modo la presenza del Pater Familias non vieta agli altri membri di compiere attività religiose differenti dai riti (come ad esempio preghiere, offerte, voti, ecc.). Gran parte delle attività religiose vengono eseguite innanzi ad un Lararium.

 

I Riti: Per i Romani il rito deve avere determinate caratteristiche ben precise, ogni rito ha il suo ordine, e non può essere inventato (anche perché i riti ci sono arrivati pressoché tutti).
Se proprio non ne esiste, il rito può essere creato pur mantenendo una struttura ben precisa, oltre a molte regole assolutamente rigide.
I riti principali sono 3: Kalende, None e Idi.
A seconda che si segua il calendario lunare o solare (scelta personale, legata all’ evoluzione della Religio durante la storia di Roma) avvengono in date diverse:

 

Calendario lunare:
Kalende: Luna Nuova
None: Primo Quarto
Idi: Luna Piena


Calendario solare:
Kalende: 1 di ogni mese
None: 7 nei mesi di Marzo, Maggio, Luglio e Ottobre, il 5 per gli altri mesi
Idi: l’ ottavo giorno dopo le None Kalende e None sono dedicate a Giunone, in quanto divinità femminile (e quindi legata alla Luna), mentre le Idi
sono dedicate a Giove in quanto la Luna Piena può essere vista come un “Sole notturno”, ed essendo Giove una divinità di origine Solare la festa gli è dedicata.

 

Oltre questi tre riti ve ne sono moltissimi altri legati alle diverse festività di cui il calendario romano è pregno. Tra le più importanti ricordiamo il Capodanno Statale (1 Gennaio), Agonalia (9 Gennaio), Lupercalia (15 Febbraio), il Capodanno Religioso (1 Marzo), Natale di Roma (21 Aprile), Solstizio Estivo (21 Giugno), Sol Indiges (9 Agosto), Mundus Patet (24 Agosto), Iovi Stator (5 Settembre), Natale di Romolo (9 Settembre), Genio Publico Popusque Romani (9 Ottobre), Saturnalia (17-22 dicembre), Dies Natalis Solis Invicti (25 Dicembre).


I rituali solitamente vengono eseguiti all’ alba, salvo i Lemuria (9, 11 e 13 Maggio) dove è specificato che vengano fatti di notte. E’ necessaria l’ astinenza rituale, che inizia la mezzanotte del giorno precedente, e termina con l’ esecuzione del rito, essa vieta di mangiare o bere, di avere alcun tipo di attività sessuale, è permesso bere acqua.

La Pax Deorum: E’ il rapporto di pace con gli Dei, istituito da Romolo/ Quirino è il mantenimento del rapporto dare-avere tra i Romani e gli Dei. Dove i Romani si impegnano a eseguire i riti nelle precise date, e nel preciso modo in cui ci è stato insegnato, e gli Dei si impegnano a mantenere grande Roma e il loro favore verso i Romani. La Pax Deorum però si estende ad un rapporto non solo Dei- Romani, ma anche tra Dei e nucleo familiare, e Dei e comunità, ma anche tra Dei e singolo.


Mos Maiorum: Sono le regole da tenere, in quanto caratteristiche di
un popolo e tradizione tramandata dai Padri. Il Mos Maiorum prevede la
compostezza morale che ogni Romano deve tenere, attenzione questa non
si tratta solo di una questione personale, è propriamente una questione
religiosa. Il Romano per mantenere la Pax Deorum, deve mantenere le
regole e le tradizioni del suo Popolo. All’ interno del Mos Maiorum vi è la
Fides (mantenere la parola), la Pietas (rispetto verso gli Dei), la Majestas

(l’ equivalente del nostro amor patrio), Virtus (essere nel giusto, evitare le cose inutili o vergognose, avere Onore, ed esserlo non a fine di mire personali, ma per la comunità), Gravidas (l’ autocontrollo, vedi Muzio Scevola), Dignitas (la dignità, il prestigio), Auctoritas (l’ affidabilità), Gloria (fama grazie ad azioni valorose), Urbanitas (buon gusto), Rusticitas (vivere senza eccessi in armonia con la natura), Humanitas (quello che ci differenzia dagli animali), Clementia (moderare l’ anima nei
confronti dello sconfitto), Pax (evitare i conflitti), Amicitia (può essere anche tra nazioni o comunità), Simplicitas (vivere il più possibile nella semplicità), Ambitiosa morte (<meglio morire, piuttosto che vivere senza dignità>). Riguardo i Maiora (perché ve ne sono molti altri oltre ai Mos, ad esempio quelli Familiari) comunque ci vorrebbe un articolo a se stante, poiché anche queste righe sono tropo poche per l’ argomento.

 

Visione del mondo: Non vi è alcun tipo di visione del mondo differente da quella che accomuna tutti i culti pagani (e che ci differenzia dalle religioni giudaico-cristiane). Ognuno è liberissimo di seguire proprie teorie, affidarsi a teorie di altri, o fare dei rimescolamenti, purché questo ovviamente non contrasti con i Maiora. Una delle filosofie più seguite comunque è sicuramente la corrente Stoica. Particolare e unica, forse è il numero infinito di divinità, che si dividevano in Maggiori e Minori. La prime erano quelle che tutti conosciamo, le minori sono quelle che ad esempio presiedono il parto, o quelle che proteggono il bambino fino a quando non diviene adulto. I Romani per qualsiasi cosa avevano una divinità diversa, ad esempio ogni fiume, bosco, monte, luogo aveva una propria entità divina.

 

Magia: La Magia nel mondo Romano non era molto ben vista, quindi sono molto pochi i Romani che la praticano. Non Era ben vista perché si pensava ingiusto sfruttare le energie cosmiche a proprio vantaggio, era meglio attirare a se il favore della corretta divinità.
Stessa cosa non accade per la Divinazione, che anzi era utilizzata anche a livello statale.
Oggi è molto difficile ricostruire le forme divinatorie utilizzate all’ epoca, in parte per i cambiamenti ambientali (la fauna non è più la stessa), e in parte perché taluni testi non ci sono giusti completi.
Ho cercato di dare una vaga idea di cosa sia la Via Romana agli Dei, di questo ritorno alle tradizioni dei Padri, e di questa fortezza morale che era il Romano.


Valete Optime in Pax Deorum
(Emanuele Viotti)


.Marzio de li Trabucchi.

 


Sacerdotesse di Avalon © Ogni riproduzione è vietata senza il consenso dell Autore

www.vid.forumcommunity.net