« TEMPIO DI NEMI »


Il Tempio di Nemi fu scavato per la prima volta nel 1871 da Sir John Saville Lumley. Egli affermava che il sito era un luogo di culto e devozione ma anche sede di terme , con acque con doti terapeutiche , che fluivano da sorgenti delle rocce vulcaniche.Una colonna di marmo alta 1 metro testimonia quel che il sito conteneva, ed enumerava come enumera tuttora, varie statue, una testa di Diana, diversi altari di Bronzo e immagini di Argento. Negli anni '30 Mussolini fece riportare alla luce due grandi navi romane, conservatesi abbastanza bene nel fondale fangoso. qui e possibile osservare delle ancore che probabilmente contengono un significato simbolico; ancore simili, infatti, sono state trovate nei templi greci di Delo e di Delfi, e a loro si fa riferimento in alcuni testi classici. Ancore di questo tipo furono trovate anche nel palazzo di Mallia, a Creta, e nel tempio di Tarxien, a Malta, dove ne esiste una di forma triangolare, di soffice calcare scolpito.Purtroppo del tempio di Diana a Nemi rimane ben poco , infatti, c' e solo un muro ad archi, semicircolare, costruito sul pendio della collina, simile a grotte scolpite e ricoperte di alberi e vegetazione.

Il lago fu sempre chiamato "lo specchio di Diana" ed e ragionevole supporre che il tempio originariamente si affacciasse sul lago. Secondo la Leggenda, il primo sacerdote di Diana fu uno schiavo fuggitivo di nome Varbius e quelli che lo seguirno predevano il loro posto uccidendo il predecessore. Lo stesso Ovidio fa riferimento a questa sanguinosa tradizione. La tradizione del ramo d' oro , che altro non era che vischio, una pianta parasita, che cresce su molti alberi, ma è considerata sacra quando unita ad una quercia, viene menzionata nel "Ramo D' oro" da J. Frazen. Egli parla di Nemi come del bosco di Diana dove un sacerdote chiamato Rex Nemorensis o anche   Re dei Boschi conservava la sua carica in virtù della propria vigilanza; infatti, chiunque poteva prendere il suo posto, bastava che questo strappasse un ramo del sacro albero e uccidesse il sacerdote. Questa tradizione viene menzionata anche da Virgilio nella "Eneide", dove il poeta dichiara: " nessuno può raggiungere il mondo delle ombre senza il passaporto del ramo d' oro"

La Dea Diana non solo è considerata la Dea della luna, ma anche la personificazione della  nascita della vita , sia vegetale che animale. Questa Dea dei boschi ebbe un ruolo importante nei primi culti romani. Attorno al VI secolo a.C. Servio Tullio, il VI Re di Roma, fondo un tempio a Diana sull' Aventino, che serviva sia ai Romani, sia ai suoi vicini Sabini.

 

statua di Diana nella piazza di Nemi

 

 

Il Tempio fu distrutto dai Romani, dopo l' emendamento di Costantino (320 a.C.); ecco la cronologia degli eventi:

 

1° punto 520 a.C.: Il VI Re di Roma fa erigere un tempio sull' Aventino in Nome di Diana; Ciò fa presumere che il culto di Diana era ancora vivo a Roma  nel periodo tra il 520 a.C. e il 310 a.C.

2° punto 320 d.C. l'Editto di Costantino: la città pagana diventa cristiana, ma si avvierà ad una decadenza che culmina nel 476 d.C con la caduta dell'impero d'Occidente. Roma subisce invasioni di popoli barbari che la saccheggiano e distruggono gran parte dei monumenti. Inizia il potere temporale della Chiesa, che durerà fino all'Ottocento con lo la parentesi del trasferimento del Papato ad Avignone (1300-1377)

3° Punto 29 d.C. Virgilio Scrive l' Eneide dove viene citato il Ramo d' Oro

4° Punto 1871 d.C. Viene scoperto il Tempio Di Nemi

5° Punto 1885 d.C. Viene portato alla luce il Tempio di Diana