« STREGHERIA ITALIANA»

Da Corte degli Scontenti.

 

a cura di Sheanan
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Arsa sul rogo per stregoneria


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La Stregheria, o Vecchia Religione delle streghe italiane, è una tradizione occulta che ha visto la sua massima luce nel XIV secolo attraverso gli insegnamenti di Aradia, la Santa Strega. Essa è però basata su un sistema spirituale molto più antico, derivante dal culto delle streghe italiane pre-etrusche, da due movimenti pagani millenari: "Ad cursum Dianæ" (il Corteo di Diana) e "Dominæ Ludum" (la Signora del Gioco).
È una religione lunare la Stregheria, è la "fonte di tutte le cose", ed è la personificazione della Dea Diana e del Dio Splendor.
La strega italiana utilizza la natura in tutto e per tutto tramite i suoi relativi insegnamenti, infatti è da lei considerata "la grande maestra".
La famiglia (la congrega) e la Tradizione sono di massima importanza tra le streghe italiane e questa convinzione dona a questa tradizione magica millenaria la propria resistenza e continuità attraverso i secoli.

Nel 1890, l'occultista inglese Charles Godfrey Leland pubblica un libro dal titolo: "Aradia, il Vangelo delle streghe italiane". Anche se in esso emerge in molti punti l'immagine cristiana distorta della stregoneria rurale di quel periodo, troviamo parecchi argomenti degni di interesse. Nel libro del Leland, le streghe italiane adorano la Dea Diana e il Dio Lucifero (o Splendor) e vengono a contatto tra di loro in consessi notturni chiamati "tregende" o "sabba" per i rituali di Luna piena e celebrano i loro Dei con il canto, la danza e l'accoppiamento.
Le loro celebrazioni inoltre includono un'eucarestia per la comunione con le divinità mediante banchetti sabbatici a base di torte dolci e buon vino, particolare già messo in evidenza da Francesco Guazzo nel suo "Compendium Maleficarum.


    

Dal 1886 Charles Leland fu per lungo tempo a contatto con una donna italiana chiamata Maddalena, una presunta strega, che gli fornì la giusta interpretazione del Vangelo delle streghe.
Durante questo periodo Leland fu coinvolto pesantemente nello studio del folclore stregonesco italiano e da questo lavoro emergono alcuni elementi validi della stregoneria nostrana con marcati parallelismi alle pratiche pagane del culto magico pre-cristiano ed un nuovo punto di vista molto interessante di stregoneria pre-gardneriana.
Infatti molti credono che queste ricerche siano da attribuire a Gerard Gardner, ma si consideri che questi scritti sono datati intorno al 1890, più di mezzo secolo prima dei suoi primi libri.
Molti sostengono inoltre che tali celebrazioni sono tipiche della tradizione gardneriana e sostengono quindi che la Stregheria sia basata sui temi moderni della Wicca americana. Tuttavia è una valutazione temporale decisamente errata, poichè il movimento di Gardner ha cominciato ad evolversi nella Wicca moderna dagli anni 50 in poi e soprattutto dalla scissione dell'ultima congrega capitanata da Gardner stesso e da alcune sue sacerdotesse.
È importante notare che Leland non è l'unica fonte delle informazioni concernenti una stregoneria attiva nell'Italia dell'800.
L'autore, J.b. Andrews, riporta: "Il napoletano ha una religione e un governo occulto nella Stregheria e nella Camorra. Molte persone si dedicano ad una o all'altra. Come accade occasionalmente in casi simili, la Camorra teme e rende omaggio alle streghe, il potere temporale si inchina allo spirituale".
Andrews sottolinea che le streghe di Napoli sono divise in due reparti speciali dell'Appartenenza. Distingue l'Arte del mare da quella della terra. Successivamente nell'articolo sovviene una terza categoria di streghe la cui specialità sembra relativa alle stelle.
Andrews inoltre asserisce che le streghe napoletane effettuino la magia del nodo (o legamento), creino pozioni di erbe medicinali, costruiscano amuleti protettivi. Egli dichiara inoltre che la loro conoscenza era interamente verbale ed è tramandata "dalla madre alla figlia" e che la "conoscenza" sia scambiata tramite la vena di un braccio ed al nuovo membro è dato un contrassegno stregonesco sotto la coscia sinistra. Le streghe segnalano a Andrews che tali cerimonie sono effettuate alla mezzanotte.
Il poeta romano Orazio ci offre forse uno dei resoconti più remoti delle streghe italiane e del loro collegamento al culto lunare pagano pre-cristiano. Egli, attorno al 30 a.C., racconta di una strega italiana chiamata Canidia.
razio dice che Proserpina e Diana assicurano mantenimento alle streghe che le adorano e che le streghe stesse si incontrano in segreto per celebrare i misteri connessi con il loro culto.
Parla di un libro di incanti delle streghe (Libros Carminum) in cui la Luna può "essere portata giù" dal cielo.
Sappiamo dalle scritture dei periodi romani che Proserpina e Diana sono state adorate di notte in cerimonie segrete. Diana era la Dea romana della Luna, conosciuta in Grecia come Artemide; sorella gemella del Dio Apollo del sole.
In suo libro, "il mondo delle streghe", l'antropologo Julio Baroja rivela la prova di un culto fiorente nell'Europa del sud che vedeva Diana adorata come dea.
Nelle sue note l'autore aggiunge inoltre una deità maschile denominata Dianum.