The Pellar Current - Cornish Witchcraft

Mi sono ispirata prendendo alcune nozioni e traducendo alcune cose dall'unico sito straniero che offre un quadro su questa tradizione che mi affascina tantissimo. Come Hedgewitch (aspirante) e come strega che si occupa in prevalenza di folklore del nord d'europa e di magia tradizionale, non potevo rimanere incolume dal fascino che suscita una tradizione antica ma allo stesso tempo moderna come la Pellar.

Essa ha molte similitudini con il percorso che cerco di seguire, le pratiche che seguo e gli strumenti che utilizzo. Purtroppo sono limitata nel conoscerla in modo più approfondito, perché non conosco l'inglese, almeno non abbastanza da poter leggere un libro che tratti di questi argomenti.

Nonostante questo, questa tradizione è stata una di quelle che mi ha avvicinato maggiormente alla strada che ho intrapreso da qualche anno, quindi un post era doveroso, non fosse altro che per far conoscere una tradizione nuova.

Vorrei sicuramente visitare la Cornovaglia, ancor più mi piacerebbe conoscere le sue leggende, il suo spirito mistico e le sue tradizioni folcloristiche. Magari un giorno mi sarà permesso, o forse un tempo ho già vissuto in questi luoghi, ciò spiegherebbe la forte spinta di appartenenza che sento, ma.. bando alle sciocchezze iniziamo.

 

Il nome della moderna tradizione Pellar deriva da una particolare espressione di stregoneria tradizionale. E' una tradizione che si disegna sul folklore della Cornovaglia e deriva dalle zone del sud-ovest dell' Inghilterra, dove le tradizioni magiche miste all'artigianato locale hanno consolidato una corrente fatta di incantesimi, divinazioni e altre operazioni stregoniche tipiche di quei luoghi.

Nella sua moderna espressione quindi, essa mantiene quei tratti tradizionali che fanno parte dell''antica fede', tuttavia gli aderenti non sono molti, pochi noti e provenienti da percorsi iniziatici Cornici come il Ros an Bucca (Circolo del Bucca), la corrente Magistra o la Dyawles.

 

 

Prima di dare qualche informazione e giusto fare anche qualche premessa:

Possiamo dire che le credenze stregoniche in Cornovaglia raggiunsero il culmine nel 19THC. Al tempo vi erano molti praticanti, professionisti, incantatori, "streghe bianche", un certo numero dei quali ha raggiunto un livello considerevole di fama e notorietà.

In questa terra, praticare questa forma di stregoneria era considerato un vero e proprio mestiere, e come tale vantava numerosi clienti, essi potevano fare anche lunghi viaggi per raggiungere l'uomo o la donna in grado di aiutarli. Gli stessi sicuramente prevedevano prima il loro arrivo. =)

I grimori del tempo conservati, sono stati resi noti fornendo poi un gran numero di simboli e segni occulti che ancora oggi usiamo, tradotti poi su pergamena hanno fatto il giro del mondo così come i tradizionali sacchetti magici della Cornovaglia.

Questi grimori divenuti poi libri e manuali, hanno fornito molti dettagli e indicazioni sulla mitologia, sulle cerimonie che riguardavano le pratiche di questa tradizione, andati poi a fondersi con il folklore e la magia cerimoniale, influenzando le idee e tradizioni morderne.

Sebbene il calo di praticanti avvenuto in Cornovaglia non è mai stato drastico, anche queste tradizioni hanno incontrato difficoltà imbattendosi in persone non disposte a credervi, ne a credere nelle superstizioni che esse portavano, come il combattere il malocchio.

La salvezza forse deriva proprio dal paesaggio dove questa tradizione vive, dalla sua cultura, molto più radicata di quanto si possa aver pensato: un paesaggio ricco di luoghi misteriosi, pieno di spiriti, forze invisibili che possono agire nel bene e nel male, hanno fatto si che la Pellar potesse sempre sopravvivere.

Tutt'oggi i suoi praticanti sono sparsi sul territorio e i loro clienti si rivolgono a loro non solo per ciò che diremo tra poco cosi come originariamente era, ma anche per trovare l'amore, portare prosperità, e risolvere le difficoltà della vita.

Ovviamente però il tempo ha ' obbligato' dei cambiamenti, poiché i praticanti di oggi come in ogni altra tradizione, sono diversi da quelli di ieri e anche le influenze in cui operiamo sono differenti. Nonostante questo, una caratteristica di queste pratiche, che spesso creano un connubio con l'artigianato locale inteso anche come 'strumenti da lavoro', mantiene un forte legame con l'utilizzo di strumenti semplici, appunto 'tutto ciò che si trova per essere usato' ed è questo l'aspetto che mi affascina di questa corrente. Ciò avveniva nello stesso modo in cui lo facevano gli antenati, gli stessi abili anche ad adattarsi alle pratiche di cui si disponeva e alle credenze che si sentiva.

Questo ha fatto si che la stregoneria tradizione sia sempre stata modera, in qualsiasi momento essa sia stata praticata.

Ciò e sicuramente in forte contrasto con altre tradizioni che rifiutano in un modo quasi autistico la possibilità che le tradizioni mutino con il tempo, che cambino, adattandosi ed evolvendosi, perdendo ma anche conservando l'autenticità.

Questo è sbagliato proprio perché l'autenticità di una cosa non risiede nel suo non mutare mai, ciò farebbe di questa una rievocazione più che una realtà sentita. L'autenticità si deve ricercare nelle risultato delle pratiche, nel valore del folklore popolare, pur evolvendosi e raffinandosi per esigenze momentanee.

 

 

Il praticante Pellar- il cui termine sembra possa derivare dal termine 'repeller'* il male, è una persona che riceve 'la chiamata', una donna o un uomo saggio e astuto che si occupa di magia e cerimonie folcloristiche e talvolta pratiche magiche cristiano-pagane, abile nel saper proteggere dai malefici e dalle maledizioni, o da quelli che 'mal desiderano' e si occupa di guarigioni, di 'levare' i malefici da persone, luoghi o oggetti, è colui che lavora con gli spiriti, sa far divinazioni e incantesimi, insomma quando ci si immagina una strega di altri tempi stiamo immaginando proprio un praticante Pellar.

Queste pratiche tuttavia hanno una doppia faccia, non è facile, infatti, imparare attraverso la pratica, come sconfiggere il male senza conoscerlo davvero.

 

Trattandosi di una tradizione di origini antiche, si ha la fortuna di poter ammirare ancora ciondoli e manufatti, che non solo sono sopravvissuti a roghi, ma si sono evoluti all'interno del lavoro delle persone che ancora oggi praticano questa tradizione e che hanno mantenuto costanza e impegno perché non venisse dimenticata, restando attivi in particolare nelle zone che ho già citato.

Ciò che è rimasto infatti è un corpus ricco di tradizione, rito, credo e pratiche magiche per poter continuare a ottenere guarigione, l'inversione della sfortuna, pratiche di esorcismo di spiriti fastidiosi, evocazione degli spiriti utili, divinazioni e oggetti che ancora sembrano essere gli stessi di un tempo. Alcune tracce di questi sono ammirabili nel Museo della Stregoneria di Cecil Williamson. Ella è una collezionista e una studiosa della pratiche magiche della Cornovaglia da cui ne conseguente sua collezione che contiene una vasta gamma di manufatti che riguardano direttamente l'artigianato tradizionale della Cornovaglia, di Devon e Somerset.

 

La corrente Pellar nei suoi luoghi di origine è considerata un vero e proprio patrimonio ineguagliabile da cui attingere. Le pratiche già ampiamente menzionate cosi come le tradizioni da cui la moderna Pellar attinge sono legate a luoghi specifici come per empio molti pozzi sacri, ciascuno con i propri riti concomitanti, e antichi monumenti di pietra attorno ai quali il folklore si manifesta ancora.

 

Come detto all'inizio i tempi cambiano e le tradizioni si modernizzano, e sebbene sia un bel pensiero quello espresso prima, la realtà ha anche un altra faccia, ovvero quella del perdere pratiche, leggende, tradizioni, sopratutto per negligenza dei praticanti che ritengono troppo spesso a proprio piacere cosa sia rilevante o no. Proprio per questo le pratiche del Pellar sono per pochi, tramandate da iniziato a iniziato, o da maestro ad apprendista. La trasmissione prevede esperienze, studio, ascolto,solo così essa sopravvive ed è unica per ogni praticante.

 

 

Le Festività:

In alcune zone della Cornovaglia specie nella regione del Penwith, i riti hanno osservanze pubbliche e non solo private e si sviluppano a seguito di un calendario di eventi locali. La natura stessa offre loro una sorta di scadenza tangibile per festeggiare, le trasformazioni che il mutare delle stagioni propone e il ciclo di di nascita, crescita, declino, morte e rinascita sono visibili a tutti. Il ciclo di preparazione del terreno, semina, la graduale crescita del raccolto di grano, la sua lenta rotazione da verde a oro e il suo raccolto, così come il dramma della vita e della morte animale e vegetale non può sfuggire all'attenzione di nessuno.

 

 

Guldize è una delle feste tradizionali, "la festa di ricks" è la festa rituale Cornica che si tiene in occasione del completamento e della raccolta in del raccolto.

Dove si celebrano anche le prosperità delle famiglie nate e future.

E' tradizione il 'pianto del collo' ovvero il piantare un parte del raccolto a terra e lasciarlo come segno di gratitudine per il Dio Bucca.

Il rituale è solitamente svolto con un inglese dialettale.

 

The Cutter: “I have’n! I have’n! I have’n!”

The Others: “What have’ee? What have’ee? What have’ee?”

The Cutter: “A Neck! A Neck! A Neck!”

The Others: “Hurrah! Hurrah! Hurrah!”

 

 

Divinità: 

Per le streghe tradizionali della Cornovaglia, il dio che viene chiamato a propiziare il ciclo stagionale è un dio Cornuto e prende il nome di Bucca.

Egli è soggetto a molte credenze errate, che lo vedono paragonato al diavolo, o come espresso nella leggenda del “Troll di Tolcarne”, o meno comune come una divinità marina poiché i pescatori devoti offrivano ad esso, offerte di ringraziamento.

Un altro errore è quello che lo considera oggi più o meno alla stregua di uno spiritello di quei luoghi. Nella tradizione Cornica, Bucca è il dio principale, esso si esprime in una dualità: Bucca Gwydder e Bucca Dhu.

Uno è il Dio Bianco e l'altro il Dio Nero. Il primo in effetti ha qualche somiglianza con il diavolo, e governa la parte fredda dell' anno e le tempeste. Bucca Gwydder è associato al bel tempo, ed è questo l'aspetto che si prega nella cerimonia del Guldize, poiché è collegato alla semina alle messi al bel tempo e alla parte calda dell' anno.

Egli è anche uno dei Leader della Caccia Selvaggia, infatti è tradizione dire che quando la tempesta scende Bucca Dhu sta arrivando a cavallo del suo destriero dagli occhi infuocati.

La sua dualità permette di mantenere tutto in equilibrio ed è risolutore degli opposti.

Bucca è la divinità che inizia una strega alla Via Pellar, è spesso raffigurato con amore o rappresentato nei riti con una candela posta tra le corna, che rappresenta la luce della saggezza che si pone per mantenere il punto di equilibrio vero tra i due opposti (le corna) - 'tutto è uno '.

Come le tradizioni anche le divinità antiche cambiano e si evolvono, Bucca è particolarmente misterioso e difficile da definire come divinità, può manifestarsi in modi diversi, a popoli diversi in momenti diversi, questo fa parte della magia del Bucca. Cosi come compete ad altre divinità a lui simili.

 

I devoti di Bucca preferiscono praticare all'aperto in luoghi di potere, magari all'interno del paesaggio occidentale della Cornovaglia, in tale circostanza il sito scelto dipende dalla natura del lavoro da effettuare. Tuttavia, per la maggior parte di loro, il lavoro si svolge in un luogo molto più privato, sconosciuto agli altri, offrendo la privacy totale e adempiendo alla necessaria 'tacere', occultare e mantenere la segretezza del lavoro.

 

Strumenti:

 

-Il Focolare era l'antico centro della casa e la posizione tradizionale per il santuario di lavoro e la creazione dell' incantesimo.

-Coltelli di lavoro: Dalla lama doppia o singola riposti in custodie di pelle, dai manici fatti con corni o con piedi di cervo. Sono usati per la magia a distanza, la magia del tempo, l'esorcismo e la consacrazione del rituale e fuochi magici.

-Ciotola e Corni: tutte di origine 'naturale, a volte le ciotole riportano una lepre poiché è uno spirito familiare del sud. Utilizzate all'interno del rito della Hood Troyl o 'festa rituale stregato'.

-Stang, forconi e forcelle: sono forse uno degli strumenti più importanti, nel rituale magico sono strumenti dai molti usi tra cui lo scongiuro, la posa o direzione delle energie, e la magia del territorio. Essi rappresentano non solo il vecchio cornuto, ma anche l'albero del mondo.

-Pietre di lavoro: per la trance, per la guarigione, per amplificare il potere.

-Candelabri di corno: rappresentano la divinità Bucca, gli si fissa una candela in mezzo alle corna e questa operazione rappresenta anche il 'fissaggio' della volontà della strega. Ella inciderà la candela inviando il suo intento.

-Ossa, corni e teschi: alcuni sono simboli del dio Cornuto e hanno forze e virtù opposte giorno-notte, vita-morte, maschio-femmina ecc Per molti artigiani della Cornovaglia, le corna sono state rappresentative di entrambe le forze maschili e femminili - essendo sia falliche e spesso a forma di mezzaluna. I teschi di capre e montoni possono essere sorprendentemente ricordare il sistema riproduttivo femminile. È interessante notare che non è poi così raro che le capre di nascere ermafroditi o interregionale sessuato.

-Fruste della strega : ramoscelli di rovo legati insieme, servono a mettere al bando influenze negative.

-Sfumini: ventagli di piume utilizzati per spostare le energie.

-Le Streghe Corniche impiegano accarezzando oggetti per la magia di guarigione. Speciale pietre vengono spesso conservata e rappresentano le parti del corpo su cui agire.

-Collane: una tradizionale collana è quella fatta con vertebre di serpente, utile per canalizzare l'energia serpentina che risiere della terra

-Candelieri e Incensiere

-Ciotola di rame utilizzata nella stregoneria Cornica per i rituali di guarigione e nei riti lunari

-Corde: per la magia dei nodi.

-Specchi, globi e pietre sono stati a lungo utilizzati per consultare gli spiriti, guardare nel cuore delle questioni e trarre i risultati probabili. In Cornovaglia i galleggianti di vetro sono uno strumento tradizionale usato in modo simile.

-Pietre vipera: Una pietra naturale forata legata su una corda. Questo è usato per evocare vento o farlo cessare.

-Il Cronnekdhu: Il 'rospo nero' made in riti segreti della Cornovaglia. Chi lo possiede è chiamato 'strega Toad', ed ha la possibilità di influenzare le menti di uomini e bestie.

-La Mandragola usate come alraun, ovvero case spiro.

Una scatola con un rospo secco: è il corpo fisico per lo spirito familiare della congrega.

-Calderoni

-Scope

-Bamboline che forniscono protezione contro i danni spirituali, e che funge da genio per la famiglia.

-Chiavi pietre bacche di sorbo: Una chiave di ferro vecchia legato ad una pietra forata e bacche di sorbo infilate con un nodo fra ogni bacca sono tradizionali fascino di protezione della casa.

-Gusci di lumaca infilati come perline: sono fascino tradizionale della Cornovaglia per garantire la presenza di amore, fortuna e la benedizione all'interno della casa.

-Sacchetti: contenti scritte e sostanze magiche

-Palle di strega.

 
 
 
* il termine reppeller può riferirsi a molte cose, nella religione si riferisce a un dio, a un oggetto magico, a un dispositivo tecnico, con il potere di proteggere contro i trasgressori.

Fonte e Maggiori Info http://cornishwitchcraft.co.uk