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Luna Piena di Marzo

Corrispondenze :


Spiriti della natura : Aria ed Acqua, creatura dell'aria e dell'acqua connesse alle pioggie e alle tempeste primaverili
Erbe : Ginestra, Erba di Giovanni (iperico), Muschio
Colori : Verde pallido, rosso-violetto
Fiori : Violetta
Profumi : Caprifoglio, boccioli di melo
Pietre : Acquamarina, ematite
Alberi : Ontano
Animali : Puma, porcospino, cinghiale
Divinità : Iside, Morrigan, Ecate, Cybele, Astarte, Athena, Minerva, Artemide

 


Finalmente nell’aria nuovi profumi… sono i primi delicati fiori, la primavera sta ritornando.
L’energia comincia ad espandersi verso l’esterno. L’aria mossa dalle brezze è solcata dal volo degli uccelli. Con l’abbondanza delle piogge, le gelate tendono a ridursi, il suolo diventa più soffice e tornano a moltiplicarsi i vermi di terra. 
Gli uccelli, attratti dal cibo abbondante, riprendono ad affollare gli alberi e il cielo. Secondo un’antica tradizione l’avvento della bella stagione era annunciato dal ritorno dei corvi, per questo una variante del nome attribuito al ciclo lunare della Semina è Luna del Corvo.
Un'altro volatile simbolo del periodo è la colomba, animale sacro ad Ecate e Apollo.

Questa è la luna della spiritualità, la Ruota dell'Anno gira attraverso le stagioni, e finalmente giunge la luna del Rinnovamento.Già con Imbolc abbiamo accolto l'apparire dei primi segni di risveglio della natura, che ora si fanno ancor più forti: questo è il momento del rigonfiamento del seme nella terra, ormai pronta a dare nuove gemme.
La giovane Dea Terra si prepara a dismettere il suo sobrio abito invernale, per ricoprirsi di fiori e colori, facendoci dono della Primavera.
Approfittiamone di questo momento per organizzarci concretamente ristrutturando la nostra vita spirituale e materiale. Il vento ci spinge al rinnovamento, a spazzare via le stratificazioni e far scintillare tutte le superfici.

Un'antica consuetudine domestica con cui salutare la nuova stagione è quella delle “pulizie di primavera”, con cui si usa liberare la propria casa da tutto ciò che rappresenta il vecchio e l’inutile.
Le pulizie di primavera sono molto di più di un semplice lavoro fisico, e rappresentano per noi un'ulteriore possibilità per sgomberare la casa, ma soprattutto la nostra mente, dai problemi e dalla pesantezza dei mesi passati, in modo da accogliere nel modo migliore la parte luminosa dell'anno.
Una regola comune è che tutti i movimenti, inclusi il lavare per terra o lo spolverare, debbano essere fatti in movimento orario, per riempire l’abitazione di energie costruttive.
Movendoci come mulinelli di vento puliremo casa e terremo le finestre aperte per far entrare l’aria profumata e i raggi del sole. Forse ci verrà voglia di fare anche qualche cambiamento, portare qualche nuovo oggetto, aggiungere colore. Possiamo fare tutto questo ispirandoci al rito delle Trasformazioni di Cerridwen, la divinità che ci aiuta ad accettare e far spazio al "nuovo" nella nostra vita.

Pesci è il segno che accompagna questo delicato passaggio, dove un ciclo astrologico, vitale ed umano si chiude, per lasciar spazio ad uno nuovo che si aprirà in Ariete, in un'alternanza che non ha mai fine. Infatti Pesci è l'ultimo segno dello zodiaco, quello che ci deve riportare alle origini, alla fonte spirituale da cui proviene tutto ciò che esiste.
E' qui, in questo sensibile segno, che avviene la frantumazione del dominio della razionalità e dell'individualismo, poichè l'acqua dei pesci è il regno dell’infinito, dell’imprecisato, dell’irrazionale e dello spirituale.
I due pesci del simbolo sono legati da un filo d'oro ... dove finisce l'uno comincia l'altro, e rappresentano l'eterno senso di movimento e trasformazione, in cui individualità e collettività si fondono, nel comune intento di "ritornare a casa".
Così anche la natura è tutta in subbuglio, e rispecchia la mutevolezza ed imprevedibilità di questo segno, il più inafferrabile, irrequieto ed emotivo di tutto lo zodiaco.
Marzo pazzerello, cita un antico detto, facendo riferimento alla mutevolezza di questo mese, tutto all’insegna del cambiamento e del rinnovamento.

Anche la luce del sole continua a crescere, fino a raggiungere il punto di parità perfetta con il buio, che dà luogo all'equinozio di Primavera, Oestara, il 20 del mese.
In questa fase di equilibrio equinoziale le due polarità, lo Yin e lo Yang fuori e dentro di noi, si attraggono e si cercano l’un l’altra …. e possiamo vedere come la natura tutta risponda al dolce richiamo: gli uccelli nidificano, gli animali di terra si accoppiano, le prime farfalle fecondano i fiori ed anche i primi uccelli migratori fanno ritorno.
In un attimo spuntano germogli ovunque, fioriscono il narciso, la primula, la tussilaggine, ed i fiori primaverili color del sole, primo fra tutti la mimosa, simbolo della giornata della donna, che si celebra come ogni anno l'8 di marzo.
Si dice anche che questo sia un tempo in cui abbondano le fate e dove tutto è possibile!

In questo periodo metteremo nella terra i semi che debbono fiorire con il caldo e metteremo basi concrete alla realizzazione dei nostri progetti.

La Luna del Vento è azione, che imprime una spinta vitale alla stagione dei raccolti, sia nella natura che nel nostro spirito.
È tempo di relazionarsi agli altri e al mondo, uscire, coltivare, creare…C’è parecchio da fare: iniziate, con serenità e fiducia, con calma e determinazione, ma iniziate!
Per tutte le donne, c’è da ricordare che sotto questa lunazione cade la Festa della Donna. Soprattutto in questi anni in cui i temi del femminile sono in ridiscussione nella società italiana e ci sono contrastanti campagne in corso che coinvolgono le donne prima di chiunque, la Festa della Donna è un ottimo momento, per riflettere sul proprio lato femminile, su come farlo fiorire, renderlo ancora più rigoglioso, saldo, potente.
Come rito di primavera proponiamo, qui sotto, la creazione di un talismano augurale, il Martisor, ancora usato nella tradizione rumena, ma che trae origine dall’antica Roma.

Martisor, il simbolo della primavera rumena
Questa antica usanza di primavera è specifica del popolo rumeno e ha origini nelle credenze e nelle pratiche agrarie. Ricorre il primo marzo, considerato il primo mese della primavera.
La tradizione ricorda che anche nella vecchia Roma, l'inizio dell'anno nuovo era festeggiato in marzo, mese che porta il nome del dio Marte, protettore della campagna e del bestiame, colui che personifica la rinascita della natura. Presso gli antichi Traci le stesse attribuzioni le aveva il dio Marsyas Silen, considerato l'inventore del piffero, il cui culto era legato alla "gleba", la terra materna, e alla vegetazione e quindi anche alla consacrazione delle feste della primavera, dei fiori e della fecondità della natura.
Da ciò, forse, proviene il nome "Martisor", il diminutivo rumeno del nome del mese di marzo (Martie) ma Martisor è anche un talismano (si pronuncia marzishor), simbolo della primavera: si confezionava con dei fili bianchi e rossi, di canapa o lana (oggi anche di cotone), intrecciati in un cordoncino che si lega a forma di otto. A questo cordoncino si appende un ciondolo porta fortuna, che che si sceglie tra svariati simboli (monetine d'oro o d’argento, ma anche fili di erba, germogli o fiori, animaletti, cuoricini...), e si porta con sé.
In diversi scavi archeologici in Romania sono stati ritrovati martisori datati più di 6000 anni fa.
Fabbricati con piccoli sassi di torrente, verniciati in bianco e rosso, infilati su un filo si portavano intorno al collo. Il colore rosso, come il fuoco, il sangue e il sole, era attribuito alla vita, quindi alla donna. Invece il colore bianco richiamava la trasparenza dell'acqua, del bianco delle nuvole ed era riferito alla saggezza dell'uomo. Questi colori, che adesso ritroviamo nel cordoncino del martisor, esprimono il legame inseparabile dei due principi femminile e maschile, come nel continuo movimento della materia, e nel ciclo della natura con tutte le sue forze vitali. Sono colori tradizionali sul tutto territorio rumeno; si portano ai matrimoni, quando nascono i bambini ed anche, in alcune regioni, ai funerali. Sempre di bianco e rosso si addobbano le prime pecore che entrano in malga e il primo aratro che esce al campo.
In Romania il Martisor, con il suo fiocco bianco-rosso, viene donato in Marzo a tutte le donne, dalle nipoti alle nonne, come augurio di buona fortuna e amore, ed è un augurio di buon inizio di primavera: e chi lo ha ricevuto lo porta per tutti i giorni del mese di marzo, attaccato al petto vicino al cuore.
Il bello dei riti di Primavera in Romania sta nella gioia che si sente in tutte le vie delle città, che per l'occasione, si riempiono di bancarelle, dove dai piccoli ai grandi, dai giovani ai meno giovani, donne e uomini "gareggiano" tra di loro, offrendo in vendita una svariata scelta di forme, e colori di martisori.
L'inventività come anche la semplicità delle piccole creazioni incantano talmente che, girando nel tumulto della strada, ci si sente come dei colibrì che vanno a prendere la linfa da un fiore ad altro, nei rami di un grande albero nella primavera rumena.

 


Amazzoni e Valchirie- la danza lunare:
Mentre l’epoca della collettività delle donne minacciava di affondare nella nebbia, mentre i pacifici insediamenti protetti dalle donne diventavano costruzioni di difesa, in un periodo di grandi cambiamenti, ci furono donne che per ristabilire l’ antico ordinamento abbandonarono la comunità: le Amazzoni le Valchirie o le dee Guerriere. La loro fierezza non fu mai spezzata non volendo diventare madri e guardiane di proprietà private. Erano libere, girovaghe, amavano solo le loro compagne. Furono attaccate, ma raramente potevano essere sconfitte, poiché erano senza paura. Fino al diciassettesimo secolo esistono racconti, che raccontano di forti e invincibili donne, attaccarle voleva dire quasi certamente morte sicura.
Si dice che esistesse una terra popolata interamente da queste donne che venivano chiamate le Amazzoni: ci credevano i greci, che pensavano vivessero ai loro confini, in un paese sul fiume Termodonte.
Una o due volte l’anno le Amazzoni si recavano alle frontiere per accoppiarsi con gli uomini delle tribù vicine, poi trattenevano le figlie femmine e restituivano i maschi.
Due regine, una per difesa e una per comando interno, si dividevano il potere.
Guidate dalla loro regina guerriera le amazzoni formavano un possente esercito a cavallo, munite di scudi a forma di edera e asce a doppio taglio. 
Sul loro territorio vivevano pacificamente provvedendo a tutti i propri bisogni economici e producendo tesori artistici, e per quasi 4 secoli (1000-600 ac) ebbero il dominio sulla zona dell’asia minore che costeggia il mar nero. 
O almeno questo era quanto i greci cedettero circa le guerriere leggendarie con cui finirono per scontrarsi.
Ancora oggi si discute sulla veridicità di questo mito e gli storici si chiedono se siano esistite veramente. La leggenda narra anche che queste donne per meglio tirare con l’arco si amputassero il seno destro, ma non vi sono prove di ciò e nelle opere d’arte dei greci stessi esse vengono ritratte con i due seni nudi ma integri.
Mentre la vergine coperta dall’elmo e pronta al combattimento, sul suo cavallo soprannaturale, “colei che sceglie tra i trucidati” la Valchiria, è forse l’unica immagine femminile della mitologia scandinava tuttora famigliare. Ma ve n’è un’altra più violenta e possente che è stata dimenticata. Prima delle battaglie le Valchirie tessevano le sorti della guerra usando come contrappeso le teste umane realizzando una trama di gocce rosse con spole fatte con frecce. Quando avevano deciso il risultato del combattimento abbandonavano la loro dimora zeppa di sangue sotto forma di corvi in cerca di carogne per divorare i corpi trucidati.
Queste dee avevano molto in comune con le moire ed altre reggenti del fato che filavano o intessevano le vite umani in una dimora soprannaturale.
Gli anglosassoni le hanno identificate con le erinni. L’interpretazione corrente semplicemente vede queste donne al servizio di Odino, pronte a volare sulla terra per recuperare gli eroi da lui prescelti, ma questa leggenda omette i racconti secondo cui le valchirie si oppongono alla volontà di Odino, insegnando la magia a coloro che vogliono salvare.
Secondo alcuni scrittori ve ne erano due generi: quelle divine che erano nove e le vergini semi-mortali visibili in forma umana ai veggenti, mente agli altri sotto forma di aurora boreale.
La loro patrona era Freya, grande Dea dai molteplici aspetti. Sempre nell'ambito nord-europeo ricordiamo Morrigan, la tre volte nera.
per noi oggi queste figure sono importanti non solo perché attestate nella storie delle donne documentata e indistruttibile, ma anche perché possedevano sapienza e forza, si intendevano di arti antiche che abbiamo quasi dimenticato, ma che possiamo riprenderci: l’arte del favoleggiare, di trasmettere storie oralmente, di celebrare la luna le feste della dea, attraverso la nostra arte e il nostro sensibile.
Queste donne insegnano a non trovarsi nel luogo giusto al momento giusto ma piuttosto a creare il tempo e lo spazio.
In questo periodo la forza inutilizzata irrompe all’ esterno, si era soliti in questi periodi fare prove di forza.

L’animale di questa luna è la salamandra, attratta dal calore e dalla luce. Sono gli animali simbolici del fuoco, veloci ed hanno una facoltà che quasi tutti hanno perduto: la percezione del “terzo occhio”. Con esso la salamandra sente le vibrazioni i cambiamenti dell’ aria, dell’ atmosfera, nella luminosità. Con questo terzo occhio tutti i sauri possono cogliere d’ intuito il movimento e l’avvicinamento.
Il terzo occhio per noi umani ha sede nella ghiandola pineale, che stimolata opportunamente può suscitare stati di chiaroveggenza.
L’ erba di questa luna è l’artemisia, cara alle stesse Amazzoni.
Erba potente e misteriosa, nasconde enigmi e promesse. Spesso è chiamata “l’erba delle vergini”- partenisia “madre di tutte le erbe”- “erba venere” panacea contro i mali delle donne ma anche “erba del parto”. Nella zona alpina l’ artemisia è anche chiamata “erba del grembo”. Altra denominazione popolare è quella della “pianta di potere” chiarisce le idee.

La danza: raccogliere la forza e trasmetterla al corpo: sguardo , posizione, gesto, irradiazione,questo è il suo tema.
La danza di questa luna si concentra sulla posizione che noi abbaiamo nel mondo, se non possediamo equilibrio non possiamo fare nulla di buono, se non si hanno i piedi ben saldi a terra non avremo stabilità. La nostra postura è il primo passo per prendere una buona posizione e resistere: se si sa stare bene in piedi nulla può sconvolgerci, per questo fa bene saltare e pestare i piedi a terra un po’ di volte, riacquisita la sensazione di essere salde a terra si portano ad ogni passo le braccia al petto, ispirando mentre la sfera energetica che proviene dal delta di Venere si contrae, diventando compatta e potente. L’espirazione può avvenire con le braccia incrociate davanti al corpo e i pugni serrati, lasciando defluire il respiro del corpo verso il basso: le baraccia e le mani si stendono verso il basso. Quindi l’ispirazione è concentrazione, serrare l’energia nei pugni davanti al plesso solare, l’ espirazione è scioglimento, depositare l’energia.

Un punto di enorme potere per le donne sono i palmi delle mani, parte del corpo sempre indaffarata. Per rinvigorire l’energia che risiede in questo posto scuotiamo le mani in basso e in alto, se avvertiamo dolore è perché forse non siamo abituate ad usare le mani nel modo corretto.
Quando cominciano a formicolare serrate i pugni. Sentite l’energia tenetela e poi alla fine con un forte “ffff” espellete. Con le mani potete quindi rappresentare antichi gesti di potere, come quelli rappresentati nelle immagini delle divinità, non sono mai a caso, cosi come non lo è la danza.
Una volta sensibilizzate le mani possiamo concentraci sullo sguardo: Non nascondiamo lo sguardo non abbassiamo gli occhi non facciamoli vagare, non schiviamo gli sguardi altrui, ma alleniamoci al chiaro e allo scuro, a guardare da vicino e da lontano, per render ei nostri occhi più forti. Ma l’esenziale è il guardare oltre: fissa ciò che vedi, conosci la tua forza e allora guarda propino lì, non fa male, fa molto più male fuggire.
Non farti schiacciare impara a dire “ tutto questo è niente confronto alla forza che ho”.

La danza andrebbe fatta in gruppo, da prima tutte in silenzio poi si inizia a mugugnare qualcosa, tutte si danno la mano, per fare un cerchio che sia protezione e sicurezza. A questo punto una donna batte un passo concentrato in avanti e dice qualcosa di fortificante e di buono, di meraviglioso e bello su se stessa: sono divertente, sono forte, sono astuta ecc.. A turno tute le donne battono una caratteristica che pensano di avere, in cerchio si restringe; una dopo l’altra tutte le descrizioni vengono gettate nel cerchio, sempre più condensate al centro. Infine quando il cerchio non può stringersi di più a ogni caratteristica si spicca un piccolo salto e si va verso l’esterno, frase per frase. Infine ritornate al cerchio iniziale si solevano le braccia mano nella mano, ci si solleva in punta di piedi, fino a quando non si può sostenere di più la tensione e tutte gridano ridendo e ricadendo l’una di fianco all’altra. Il cerchio è aperto.


Gli altri NOMI DI QUESTA LUNAZIONE

Luna di Marzo, Luna dei Venti, Luna del sussurro del Vento, Luna ventosa, Luna del Corvo, Luna della Semina, Luna della Linfa, Luna del Rinnovamento, Luna del Vigore, Luna della Pioggia, Luna del Germoglio, Luna dell'Aquila, Luna verde, Luna dei Cervi, Luna della Lucertola, Luna delle piccole Rane, Luna della Gru, Luna della grande Carestia, Luna della Pesca, (dei pesci) Luna casta, Luna dell'Aratro, Luna delle Fragole, Luna dello Zucchero, Luna dei Lombrichi, Luna della Scrofa.


Con l'arrivo di questa luna, Madre Terra inizia a risvegliarsi, La neve si scioglie e i bulbi che solo ieri erano fili d'erba si aprono in tutto il loro splendore. Glia nimali giocano e tra i rami pieni di germogli si vedono nuovi nidi.
Sta arrivando la Primavera con un sacco di lavoro da svolgere e tutta la natura è in fermento.
Anche noi siamo propensi a far qualcosa che ci scrolli dall’ inerzia dell’ inverno. Proprio come si ridesta la Natura lo stesso spirito sveglia anche noi.
L'energia di questa luna ci fa sentire il bisogno di rinnovare il nostro giardino spirituale, coltivandolo con qualità che migliorino la nostra vita e ci armonizzino con la Natura e il genere umano.


Suggerimenti:
~ Indossate abiti verdi per onorare la rinascita di Madre Natura.
~ Decorate l'altare con fiori di campo e piante primaverili.
~ Usate candele verdi e incenso di luna piena o essenze floreali.
~ Create il perimetri del cerchio con ramoscelli che conserverete per i fuochi di Beltane.
~ Il banchetto sarà all 'insegna di latte, rotoli fatti di semi di papavero e pane con il sesamo.
~ Se celebrate all’aperto portate un fascio di fili colorati così che gli uccellini li vedano e li utilizzino per i loro nidi.
~ Benedite i semi che pianterete

Piccoli suvvia è ora di ridestarsi
E con il calore del Sole riscaldarsi
Via il freddo dell’ inverno scrollate
Alti e forti germogliate.


~ Confezionate il Martisor, un fiocco bianco-rosso, da regalare alla donne della vostra vita: mamme, nonne , amiche ecc.. come augurio di buona fortuna e amore, e augurio di buon inizio di primavera: chi lo ha ricevuto lo porta per tutti i giorni del mese di marzo, attaccato al petto vicino al cuore.